♫ It’s the end of the world as we know it…♫ 
Erano i REM a pronunciare queste parole nella loro “It’s the end of the world”, cantando di un mondo in costante cambiamento. Più che come una canzone, risulta molto simile ad un flusso di coscienza, dove elementi assurdi e notizie del tempo si mischiano per creare un ritmo tanto erratico quanto iconico. Quante “fini del mondo” abbiamo visto dal 1987 a oggi? Arrivati al 2026, siamo diventati così abituati a ogni genere di scossone geopolitico ed economico che, ormai, quasi non ci facciamo più caso. Guerre, scandali e crisi si ammucchiano in un rumore di fondo al quale, purtroppo, abbiamo finito per abituarci. Ecco, "torpore": è proprio questa la parola giusta per descrivere i tempi che viviamo, specialmente nel mondo dell’automotive europeo.

"...and I feel fine!" (c. The Week)

 Toyota, non riuscendo a stare dietro alle imposizioni sugli ADAS, ritira la GR86 dal commercio; la GR Yaris è quasi impossibile da trovare a prezzi umani; Mazda ritira dal commercio la ND 2.0 per via delle restrizioni sull’inquinamento e Ford... pensiamo al passato, che è meglio.

(c. AutoCar Magazine)

Pensiamo a quando, nel 2008, in pieno periodo di crisi economica, Ford decise di stupire tutti, trasformando la Focus ST (un'auto tutt'altro che banale) nella hot hatch a trazione anteriore più potente mai vista fino a quel momento. La RS è arrivata come un vero toccasana, il modo perfetto per far tornare i fan a sognare qualcosa in più rispetto a una Mondeo TDCI. Ma come hanno fatto? Semplice: prendi la già brillante ST, metti su un mixtape UK Jungle e fai scorrere fiumi di Guinness negli uffici di progettazione e design. Il risultato? Un cocktail esplosivo: 5 cilindri, 300 CV e un look che sembra essere stato concepito da Ali G in persona.

Wicked! (c. WT Productions)


In questo articolo ho l'immenso piacere di presentarvi Jonny, nostro amico dai tempi della prima edizione di Hardpark del 2022, quando io e Luigi lo incontrammo per la prima volta.​​​​​​​
Nato e cresciuto nella splendida Sorrento, fiore all’occhiello della Costiera Amalfitana, la sua passione per l’automobilismo nasce dalla Telefunken a tubo catodico nella sala da pranzo della nonna, dove l’accoppiata pasta al forno-Formula 1 in TV la faceva da padrona in moltissime famiglie italiane. Erano i tempi di Schumacher, quando il possente rombo dei motori V10 e V12 costituiva la colonna sonora di uno dei periodi di massima popolarità del motorsport. Sorrento, tuttavia, deve la sua popolarità non solo al mare e a Sophia Loren, ma anche alla presenza di alcuni degli eventi automobilistici più apprezzati del Mezzogiorno, come la storica cronoscalata Sorrento-Sant'Agata.

Una delle tante vetture partecipanti alla cronoscalata. (c. Reportsorrento.it)

Oltre alle auto, Jonny ha sempre avuto nel sangue il mare. Già ai tempi della scuola materna, passava il tempo a scarabocchiare barche e navi di ogni tipo, per poi scegliere, tanti anni dopo, di frequentare il liceo nautico. Questo percorso, già delineato nei suoi disegni d'infanzia, lo ha portato alla sua attuale carriera di ufficiale di bordo su navi cargo, una professione che, tra le altre cose, sembra essere molto popolare tra gli appassionati di auto locali. La sua prima esperienza da proprietario di un'auto sportiva arriverà solo nel 2013, durante un viaggio a Vancouver, quando, passeggiando in un centro commerciale, si imbatterà in una 500 Abarth in esposizione. Erano gli anni in cui la Fiat aveva appena lanciato la 500 Abarth sui mercati nordamericani, puntando sull'italianità del prodotto con pubblicità che oggi non potrebbero mai essere trasmesse.

Per pubblicizzare il lancio dello scorpione nell'America del Nord, Abarth investì sulla partecipazione della modella Catrinel Menghia e dell'attore Charlie Sheen.

Come già detto dalle parole dell’ADV che vi linko qui, Jonny non riuscì a dimenticare la prima volta che ne vide una da vicino, tanto che, una volta tornato in terra sorrentina, la prima cosa che fece fu andare a comprarne una dello stesso identico colore: nero scorpione. Nonostante l’articolo sia incentrato soprattutto sulla sua Focus, bisogna fare una grande parentesi sulla 500 che ha condizionato un lunghissimo periodo della sua vita. Partiamo dal presupposto che la cosa più fuori dal comune è stata proprio la trattativa: l'auto si trovava a Napoli, mentre l'aspirante proprietario si trovava nel bel mezzo dello stretto di Singapore e cercava disperatamente di trovare la ricezione necessaria per mandare il bonifico e i contratti firmati.

Se non è dedizione, questa!

Al suo ritorno dall'imbarco, qualche mese dopo, finalmente prese la macchina e, dopo una sospensione della patente il giorno del suo primo raduno, cominciarono le modifiche: scarico, cerchi, assetto, barre... insomma, già sapete la canzone. La cosa più importante, tuttavia, è che, nonostante passasse più di metà dell'anno su una nave chissà dove, sia riuscito a diventare uno dei protagonisti della scena automobilistica del Sud Italia, tanto da essere invitato dalla stessa Abarth a una riunione a Torino chiamata "Scorpionship", incontro programmato dai vertici aziendali per promuovere le iniziative locali in corso su tutto il territorio. In quegli anni, in qualità di vicepresidente dell’Abarth Club Campania, che contava una ventina di iscritti, contribuì in maniera significativa allo sviluppo della cultura automobilistica della zona.
Grazie anche alle esperienze vissute ai raduni degli Abarth Club di tutto il mondo (tra cui il club giapponese che organizza il raduno Abarth all’A-PIT Autobacs), prese un gran numero di iniziative mirate a promuovere un modo sano di godersi i piccoli ovetti di casa Abarth, in netto contrasto con quanto si osserva oggi nei raduni di tutta Italia. Fu proprio questa piega negativa a portarlo ad allontanarsi sempre di più dal mondo dello scorpione, unito a un sentimento di disincanto nei confronti delle organizzazioni automobilistiche locali, tipico di chi vi si immerge talmente tanto da arrivare a uno stato di esaurimento.
Desideroso di cambiare, Jonny decise quindi di cambiare progetto, ma fino a un certo punto; la sua scelta ricadeva sempre su due hot hatch a trazione anteriore: la Focus RS MK2 e la Golf 7 GTI Clubsport.
Sì, vi sento mormorare: "Ma che scelta è? Focus tutta la vita!" Io stesso non nego di aver pensato la stessa cosa. La Focus ha una personalità tutta sua e una presenza su strada che la distingue nettamente dalla Golf. Non me ne vogliano i golfisti, ma non si può negare che, a parità di preparazione estetica, è la Ford quella che si fa guardare di più; sulle prestazioni, invece, avete carta bianca per scannarvi quanto volete, tanto io non so guidare e ogni mio commento sarebbe basato su preconcetti, non avendo mai guidato una GTI oltre la Up.

Auto poco compresa, schifata a prescindere perchè "poco da uomo". Sarete belli voi!

La storia tra Jonny e la sua Focus ha inizio nel 2019, dopo una ricerca che lo ha portato su e giù per lo stivale alla ricerca dell'esemplare adatto a lui. L'idea principale era quella di prenderla di colore Blu Performance, caratteristico del modello: era la prima che andò a vedere, da un collezionista romano. Auto perfetta, ma fin troppo poco margine di trattativa, tipico di chi, sotto sotto, non ha il minimo bisogno di vendere. Ecco, la Focus RS fa parte di quella categoria di auto che è quasi impossibile trovare in una condizione definibile “conveniente”; o le trovi perfette a prezzi assurdi oppure modificate al punto da essere quasi inutilizzabili per strada.

Anche da amante delle auto blu, resto dell'idea che IL colore di quest'auto sia il bianco. (c. DC Giveaways)

 Dopo averne vista anche una del secondo tipo, che non aveva neanche più il freno a mano, ecco il miracolo: un post su Facebook Marketplace di un gentile signore di Rodengo che a malapena parlava italiano, in cui veniva presentata una RS bianca con pochi km e alcune modifiche reversibili. Come con la 500, si ripete la storia della trattativa in nave: scambio di foto, dettagli, visure e tutto il resto. Tutto va per il verso giusto. Poche settimane dopo, dunque, arriva la fatidica notte in cui, insieme all'amico Manuele, è il momento di prendere il treno per Bolzano. Partenza alle 3 del mattino, arrivo in stazione alle 10. L'auto era già stata noleggiata prima della partenza, quindi la prima tappa è la finestrella del noleggio.

"Santoro?"; "Sì, mi dica."; "Non abbiamo a disposizione auto del segmento da lei richiesto, pertanto gliene forniremo una del segmento superiore"; "Ah, benissimo. L'equipaggiamento da neve è nell'auto?"; "Sì, ma tanto non le servirà! Siamo a Bolzano e in questi giorni farà caldo!"

Jonny e Manuele partono quindi alla volta di Rodenego nella loro fiammante Citroën C3 Cactus, fermandosi solo per fare il check-in nella stupenda baita che avevano prenotato per quella notte.

Il posto in questione si chiama "Panorama Residence Schlossblick", in caso vogliate andarci!

Una volta arrivati a Rodenego, trovano la Focus nella rimessa di proprietà del venditore. Tra pullman, camion e altri mezzi commerciali, eccola lì. Quindi, com'è andata la trattativa? Diciamo che è stata... complessa. Da una parte c’era Manuele che cercava in tutti i modi di calmare Jonny e farlo riflettere sulla scelta che stava per compiere, facendo da "persona adulta" del duo; dall’altra c’era il signor Michael che, come specificato in precedenza, non parlava italiano, quindi tutto doveva passare prima dalla madre che fungeva da interprete.

Foto di repertorio risalente al primissimo incontro ravvicinato con l'auto.

Dopo una breve trattativa, gli screzi con l’antiriciclaggio automatico della banca, che casualmente si verificano proprio quando ti trovi a 1000 chilometri da casa, una solida stretta di mano e il passaggio di proprietà, Jonny era finalmente diventato il fiero proprietario della sua Ford Focus RS MK2. Per prendersela con calma, decisero di dormire un'altra notte a Rodenego: tanto vale godersi i paesaggi dell'alta Italia, così diversi da quelli a cui è abituato un lupo di mare come lui! Così, quasi come se la regione del Trentino fosse a conoscenza della loro permanenza, quella notte decise di regalare loro uno spettacolo indimenticabile.
NEVE. TANTA NEVE. TROPPA NEVE. 

Non la giornata in questione, ma un ottimo riferimento per capire quanta neve si è posata a terra quel giorno. (c. getoutside.it)

La C3 Cactus noleggiata veniva fortunatamente munita di catene a bordo, ma lo stesso non si può dire della Focus, sulla quale erano state installate delle estivissime Pilot Sport 4…finite. Ora, immaginatevi di essere un attimo nei suoi panni: prima volta alla guida sulla neve, auto appena presa, 300cv sulla trazione anteriore, gomme a limone e un viaggio di un migliaio di chilometri davanti. Ideale, vero?

Si torna a casa.

Dopo un lungo viaggio e un raduno improvvisato con alcuni vecchi compagni di Scorpione dell'Emilia-Romagna, il nostro marinaio è finalmente tornato a casa con la sua fiammante barca nuova. Si tratta di un modello che non ha bisogno di presentazioni, ma mi tocca comunque farle.
L'auto di Jonny è una Ford Focus RS MK2 del 2010 di colore Frozen White, esemplare numero 7.595 su un totale di 11.500 prodotte. Si tratta della hot hatch più brutale dell'epoca, spinta da un propulsore Duratec Turbo I5 prodotto in joint venture con Volvo che scarica 300 cavalli sull'asse anteriore. C'è molto di cui parlare, quindi iniziamo!
L’auto era in ottime condizioni, senza neanche un filo di ruggine nonostante il clima del Trentino, dove aveva vissuto fino a poco prima; presentava solo qualche graffio e un cerchio di dubbio gusto. Nonostante le buone condizioni, Jonny ha deciso di portare l’auto a Modena dopo appena un paio di settimane dall’acquisto, recandosi in officina per un rinnovo completo di tutti i fluidi e le parti di consumo. In questa stessa officina, Jonny ha apportato anche le prime modifiche all’auto, ma procediamo con ordine, perché qui è molto facile perdersi.
La carrozzeria è completamente originale. Siamo sinceri: questa è una di quelle auto su cui è impossibile montare body kit o altri tipi di appendici, non perché non si possa fare, ma perché l’auto è già incazzatissima di serie! Fu proprio l'aspetto da auto da corsa, allargata e con un paraurti bello aperto, a far innamorare il proprietario prima ancora che la comprasse, precisamente sul rettilineo di Vallelunga, dove la vide avvicinarsi prepotentemente nello specchietto retrovisore della sua 500. Tutto il comparto estetico è quindi esattamente come l'ha pensato la Ford (se non per le prese d'aria e gli specchietti in fibra di carbonio), con il suo body kit in plastica opaca, i parafanghi allargati specifici della versione e lo spoiler che, fino a cinque minuti fa, pensavo fosse aftermarket, ma che invece era incluso nel pacchetto RS. Nonostante Jonny la volesse inizialmente in colorazione Performance Blue, sono completamente in disaccordo, perché il bianco, in particolare in contrasto con il nero del body kit, esalta al massimo l'estetica da prototipo da pista dell'auto. Il tocco personale del nostro intervistato di oggi è la livrea personalizzata dedicata al pilota di MotoGP Marco Simoncelli, del quale Jonny era un grandissimo fan, tanto da presenziare ai funerali, nonostante la distanza, in quel tristissimo 27 ottobre.
I cerchi con cui l'auto era stata consegnata sono stati inizialmente sostituiti con dei Team Dynamics bianchi, ora utilizzati come set da pista. Il set stradale utilizzato è composto da cerchi Rotiform DTM da 19x9 ET35 dello stesso colore, con pneumatici Hankook Ventus Evo S1 da 235/35/19. Devo ammettere che, nonostante sia più un tipo da cerchi a 5 o 6 razze in stile Advan GT/Rays TE37, sotto quest'auto non riesco a immaginare nulla di diverso da questo stile: saranno le razze spesse, progettate per assorbire gli urti dei cordoli, il colore in tinta con la carrozzeria o chissà cos'altro...ma per me è un grande SI!
Dietro le razze, si intravede un impianto di tutto rispetto. Il monopompante con disco da 310 mm, insufficiente per l'utilizzo spinto a cui la macchina viene sottoposta ogni volta che Jonny torna sulla terraferma, è stato sostituito con un impianto personalizzato composto da pinze AP Racing a 6 pompanti, dischi scomponibili BPS con baffatura J-Hook, pastiglie Pagid RST3, tubi in treccia e liquido freni Motul RBF700. Anche il posteriore ha ricevuto un trattamento simile, grazie all'installazione di dischi BPS da 340 mm abbinati a pastiglie EBC NDX.
La soluzione ciclistica adottata su questa Focus prevede un set di ammortizzatori Mountune Club Sport, realizzati in collaborazione con Bilstein (equivalenti ai B12), abbinati a delle molle Mountune che abbassano l'auto di ben 5 centimetri. A questo setup sospensivo è abbinato un kit anti-lift della Whiteline che, come suggerisce il nome, è un set di boccole che aiuta a evitare che l'auto alzi il muso in accelerazione; quest'ultimo risulta essere estremamente utile, data la potenza dell'auto. Oltre alle modifiche elencate finora, Jonny ha anche fatto installare boccole in poliuretano powerflex sui bracci, questi ultimi a loro volta sostituiti con la serie Hardrace regolabile. Non contento, Jonny ha anche svaligiato i negozi Whiteline e Summit Racing, comprando per l’auto un super pacchetto di barre telaio, barre antirollio da 24mm e 27mm e barre duomi anteriori e posteriori.
All’interno, troviamo pochi, ma efficaci, accorgimenti: lo sterzo originale è stato tagliato e rifoderato con l’aggiunta di pelle traforata e di un mirino blu dall’artigiano DK Volanti, dato che a Jonny non piaceva il volante tondo con cui l’auto veniva originariamente. I sedili posteriori sono stati completamente rimossi, mentre quelli anteriori sono i Recaro Sportster CS di serie, sedili difficili da migliorare in termini di contenitività e comodità, quindi perché sostituirli? Per il resto, solo qualche altro accorgimento: un pomello del cambio della ZeroPointOne Technologies, un manometro della temperatura dei gas di scarico Depo Racing e uno stereo con Android Auto, un comfort necessario per chi, come lui, viaggia molto.
Veniamo quindi alla parte succosa, quella che tutti stanno aspettando. Il propulsore Volvo, che nella sua forma originale fornisce all'auto una potenza di 305 CV, è stato portato a 500 CV (bancati!) grazie a numerosi accorgimenti e a una mappa studiata appositamente per estrarre fino all'ultima goccia di potenza possibile. La linea di scarico è firmata Miltec, ad eccezione del downpipe e dei finalini, realizzati in titanio. La turbina di serie è stata sostituita con un K16 ibrido elaborato dall'officina inglese Sabre Racing, preparatori storici di Ford della linea Cosworth e RS. Per far respirare questo motore, è stato installato un plenum di aspirazione Anembo Engineering ricavato dal pieno, abbinato a un tubo da 76 mm della Pro Alloy con filtro a cono. Per compensare la grande quantità d'aria aspirata, Jonny ha installato una pompa benzina Airtec 340L/H e cinque iniettori Deatschwerks da 750cc. Tenere fresco un motore così spinto non è esattamente un gioco da ragazzi, ed è per questo che è stata installata una combinazione di radiatore dell'acqua e radiatore dell'olio della O.R.R.A. Performance, azienda italiana. Il differenziale autobloccante Quaife incluso nel pacchetto RS è stato lasciato intoccato, ma ciò non significa che il resto della trasmissione sia completamente stock, anzi! Per reggere i 500 CV di potenza, serviva qualcosa di molto resistente, ed è per questo che è stato scelto un kit di volano alleggerito e frizione RTS Clutch, che rende l'auto ancora più vivace e reattiva senza intaccare troppo le sue caratteristiche di auto votata all'utilizzo stradale.
Ma com'è l'esperienza di bordo? Per scoprirlo, abbiamo portato la Focus sul passo di Croce di Cava, appena fuori Salerno. Già dal momento in cui ci si lascia abbracciare dai sedili Recaro, si percepisce una strana sensazione di familiarità. Mi spiego: nonostante siamo ben lontani dalla Focus modello base, specie considerata l’ulteriore estremizzazione del modello apportata da Jonny, c’è qualcosa che mi ha riportato per un attimo a quando ero piccolo. Sarà l’interno in plastica dura (diciamocelo, Ford non è mai stata conosciuta per la raffinatezza degli interni) o la sensazione di ampiezza degli interni, cosa per la quale la Focus è stata amata per ben quattro generazioni, ma per un attimo mi è sembrato di tornare un pupetto delle scuole elementari, portato in giro nella Focus del papà del suo amico.
Già dalla partenza, il sound da baby-Dodge Viper del Duratec I5 riempie l’aria con una nota inconfondibile e, alla prima accelerata, sono completamente inebriato dalla sinfonia che proviene da scarico, aspirazione e valvola blow off. L’auto è stranamente lineare, non certo quello che mi aspettavo da 500 cavalli, ma non interpretatela come una cosa negativa. Il calcio del turbo, al quale mi ero preparato mentalmente, era più simile a una spinta decisa. Spinta che, tra l'altro, è arrivata subito, attorno ai 2.500/3.000 giri, quindi non si tratta di una cavalleria sviluppata solo per poter dire di aver raggiunto i 500 CV negli ultimi 700 giri prima del limitatore. Anche la velocità percepita non era eccessiva, ma poi, dando un'occhiata al tachimetro, mi sono reso conto che in meno di 5 secondi eravamo già oltre il triplo del limite di velocità. Ops!
Una sensazione simile l'ho provata solo quando ho guidato la Mini Cooper S R53 di Gerry, lo stesso amico della 124 Spider di cui parlavo nell'ultimo articolo. La sensazione di avere un'auto completamente piantata a terra, che da fuori si avvicina ai 200 km/h, ma che da dentro dà l'impressione di stare semplicemente passeggiando in modo allegro. È un'esperienza totalmente diversa dalle auto giapponesi a cui sono abituato, che tendono a sembrare di andare più veloci della loro velocità effettiva.

Questa macchina era tanto un disastro da mantenere quanto era bella da guidare. Come mi manca!

Quello che, in questa Focus, spinge davvero e si assicura di fartelo sentire, è l’impianto frenante. Le pinze di derivazione Aston mordono come un cane rabbioso, fermando circa 1500 kg di auto in un battibaleno e con una violenza inaudita. Rimanendo sul tema della mole dell’auto, sarà anche importante sulla bilancia, ma, forse grazie al differenziale autobloccante, al setup sospensivo o alla quantità industriale di barre di irrigidimento e poliuretano che troviamo sul telaio, i chilogrammi avvertiti sono molti, ma molti di meno. La macchina riesce a muoversi con una leggiadria quasi strana per una macchina della sua stazza, soprattutto se consideriamo che viene mossa solo dalle ruote anteriori.
Nulla di quest’auto ha senso, eppure è proprio questa mancanza di senso logico a rendere questa macchina un prodotto così ben riuscito e amato in tutto il mondo. E non avete idea di quanto vorrei farvi sentire il suono della valvola blow off, che più che sembrare uno sfiato ricorda un colpo di frusta ben assestato. Che macchina, che macchina e che macchina!
Arrivati a questo livello di preparazione, ci sono solo due strade per il futuro di questa vettura: godersela così com'è o fare un ultimo grande lavoro, il passo definitivo per i proprietari di Focus RS. Parlo della conversione da trazione anteriore a 4x4, ottenibile installando la meccanica della Ford Kuga MK2. Jonny sembra ancora un po' combattuto, quindi vi chiedo: è meglio tenere l'auto come l'ha pensata Ford o fare questa follia rischiando di snaturare l'esperienza di guida?

SI! PUÒ! FAAAAREEEE! (c. PassionFord.net)

Dopo una pausa pranzo a base di fast food e conversazioni che spaziavano dai motori alle avventure vissute da Jonny durante la sua carriera da marinaio, arriva finalmente il momento della consueta domanda di chiusura.
“Hai un ricordo o un’uscita preferita con la tua auto?”
“Uuuuh, ma ora mi metti in difficoltà! Sai qual è il discorso? Io penso che la risposta giusta sia quella che diede, non mi ricordo chi, forse Enzo Ferrari, il quale sosteneva che la gara più bella era quella che ancora non si è svolta. Penso che potrebbe essere una buona risposta a questo vostro quesito, perché alla fine ogni evento, ogni trackday, ogni uscita, anche come quella di oggi, ti regala sempre un'emozione e qualcosa da portare a casa. Tra i ricordi migliori che ho in termini di eventi forse ti direi il Salone dell’auto di Torino, dove ho esposto la mia auto. Come trackday invece il MIMO (Milano-Monza Motorshow), dove con la Focus ho girato in un turno assieme a una Pagani Zonda R, una DeTomaso, una LaFerrari e una Apollo Intensa Emozione. Sentirmi arrivare da dietro un V12 urlante per poi vedere la Apollo volarmi accanto…ho ancora i brividi.”

Jonny, Agata, grazie infinite per la giornata!

CHEAT SHEET!
Modello: Ford Focus RS MK2

CARROZZERIA:
Colore: Frozen White (7VTA)
Extra:
- Calotte specchietti in fibra di carbonio.
- Prese d'aria aggiuntive sul cofano.
GRUPPO RUOTA:
Cerchi: Rotiform DTM 19X9 ET35, solid white. 
Pneumatici: Hankook Ventus S1 Evo 3, 235/35/19.

Setup freni anteriori
- Pinze AP Racing 6 pompanti, derivazione Aston Martin
- Dischi AP Racing 390mm con baffatura J-Hook
- Pastiglie Pagid RST3
- Tubi in treccia aeronautica
Setup freni posteriori: 
- Dischi AP Racing 340mm
- Tubi in treccia aeronautica
- Pastiglie EBC NDX
INTERNI:
Sedili: Recaro Sportster CS.
Volante: Custom by DK Volanti, realizzato su base dell'originale. 
Pomello: ZeroPointOne Technologies blu in alluminio pesato.
Manometri aggiuntivi: 
- Depo Racing AFR 
CICLISTICA E TELAIO:
Ammortizzatori: Kit ammortizzatori e molle -5 Mountune Clubsport
Irrigidimenti:
- Barre antirollio maggiorate anteriori e posteriori Whiteline (24/27mm)
- Anti-lift kit Whiteline.
- Bracci camber Hardrace.
- Barra duomi anteriore Summit Racing.
- Barra duomi posteriore Summit Racing.
- Barra sottoscocca posteriore 2 punti Summit Racing.
- Barra sottoscocca centrale 4 punti Summit Racing.
TRASMISSIONE:
Cambio: Manuale 6 marce stock.
Frizione e Volano: RTS Clutch 5 Paddle RTSPC-6500SMF.
Differenziale: Autobloccante Quaife stock.
MOTORE:
Modello e potenza: Ford Duratec I5 @ ~500CV. 
Turbo: Borgwarner K16 Hybrid Turbo, rilavorato da Sabre Racing UK.
Scarico: 
- Collettori stock
- Downpipe artigianale in titanio
- Centrale e terminale Miltec con finalini in titanio
Raffreddamento: 
- Radiatore Olio O.R.R.A Performance
- Radiatore Acqua O.R.R.A Performance
- Intercooler Wagner Tuning
Aspirazione: 
- Filtro a cono con tubazione in alluminio da 76mm Pro Alloy.
- Plenum Anembo Engineering.

ALIMENTAZIONE:
ECU: Stock Focus RS con mappa Revo Stage 5.
Iniettori: Deatschwerks 750cc.
Pompa benzina: Airtec 340l/h. 

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