BERLINO EST, 1991
A due anni dalla caduta del Muro, la capitale tedesca comincia ad assistere al riavvicinamento di un popolo che per quasi quattro decenni ha vissuto in due modi completamente diversi. A un tiro di schioppo dal varco apertosi tra est e ovest, in un grande magazzino nella parte centro-orientale della città, apre un locale che diventerà una vera e propria pietra miliare della cultura nazionale: il Tresor. Da un rudere, nasce la culla della scena techno tedesca, simbolo ardente della nascita di una nuova identità tutta made in Berlin. Nei parcheggi circostanti, un tempo occupati solo da piccole Trabant, inizia a spuntare una forestiera dalla Baviera: la BMW E36. 

Il Tresor, primo nightclub della capitale. (c. Fiesta y Bullshit)

Ma perché questo incipit sui club? Lasciate che vi spieghi... 
Il nostro compagno di ballo oggi è Cristian, in arte DJ Decibel, con la sua BMW E36 325i Coupé. Ho sempre invidiato la creatività di chi lavora nel mondo della musica (non vi dico quanto tempo ho impiegato per riempire questo foglio bianco con mezza pagina di testo), la capacità e la pazienza necessarie per lavorare con la quarta arte sono doti inestimabili che tornano utilissime anche nell’ambito del tuning automobilistico. Cristian ha ricavato dalla sua BMW una build che rispecchia appieno la cultura underground teutonica, curata in ogni minimo dettaglio e sviluppata a 360 gradi. La cosa più sorprendente? Questa auto viene utilizzata praticamente ogni settimana! Ma del resto, credo che abbiate già capito che qui su SprintingSouls non trattiamo principesse da garage. 
Sono davvero felice di potervi raccontare di Cristian e della sua vettura, perché rappresenta un netto cambiamento rispetto alle ultime due build che abbiamo trattato (di cui potete trovare gli articoli qui e qui), incentrate quasi esclusivamente sulle prestazioni su strada. Premetto che non c'è assolutamente nulla di sbagliato nell'OEM+, tuttavia questo progetto è nato con l'obiettivo di mostrare l'incredibile varietà a livello stilistico e culturale della scena automobilistica italiana (e chissà, magari un giorno ci espanderemo anche al resto d'Europa!).
Come di consueto, inizieremo con una panoramica sull’anima dietro al progetto.
La storia di Cristian inizia a Tortora Marina, in Calabria. A differenza dei nostri colloqui precedenti, questa volta non abbiamo a che fare con qualcuno nato con la musica nel sangue, ma con una persona cresciuta a pane e musica. Le sue prime esperienze nel mondo della musica risalgono alle feste private per le quali faceva il DJ, il tutto alla tenera età di 12 anni. Questo suo percorso, iniziato con le feste private e passato addirittura per le stazioni radio nazionali ed estere, continua ancora oggi con le serate nei locali della vita notturna calabrese o con gli eventi organizzati dalla sua crew, la serie Night Car Meet, per la quale si occupa sia dell'organizzazione che dell'intrattenimento delle centinaia di persone che partecipano a ogni edizione.
La sua giornata tipo lo vedeva sempre con qualche dispositivo smontato sulla scrivania: iniziò nei primi anni 2000 a lavorare part-time in un negozio di informatica della sua zona, dove acquisì un'enorme quantità di conoscenze che tuttora utilizza nel suo lavoro diurno di elettrauto nell'officina di famiglia. 
Gli anni 2000 sono stati un periodo magico per l’elettronica, un periodo in cui gli standard non esistevano e i produttori, invece di omologarsi a un modello di prodotto come gli odierni smartphone, si facevano guerra spingendo le proprie tecnologie proprietarie e investendo ingenti somme di denaro nel settore della ricerca e dello sviluppo. Sono il primo a sostenere che, da questo punto di vista, si stava meglio quando si stava peggio. C'era più senso dell'occasione: se si estraeva la propria fotocamera digitale dalla custodia, era per un motivo speciale, un vero e proprio desiderio di immortalare ciò che si aveva davanti. I tempi più lunghi e le procedure più macchinose, come il trasferimento dei file via Bluetooth, creavano occasioni di interazione sincera.

E poi, quanto erano fighe le pubblicità?

Ho letto su internet di un esperimento in cui un ragazzo è andato in giro per feste a registrare (ovviamente con il consenso dei partecipanti) i presenti, al fine di confrontare le loro reazioni quando vengono ripresi con un telefono o con una videocamera. Il risultato? Di fronte a un telefono, le persone tendevano a ritirarsi o a mostrare solo dei sorrisi timidi, mentre davanti a una fotocamera quasi tutti si mettevano in posa e sorridevano. Nonostante entrambi i dispositivi facessero la stessa cosa, le reazioni così diverse erano dovute al senso di occasione trasmesso dall'essere inquadrati da una fotocamera. Quindi, spendete questi 40 euro e acquistate una vecchia digicam!
Tornando a noi, il primo approccio di Cristian con le auto fu tanto particolare quanto tenero: oltre all'ovvia influenza del padre e della sua officina, dove prima di occuparsi di elettronica e di impiantistica audio faceva qualche lavoretto da garzone, Cris iniziò ad appassionarsi alle auto, specialmente alle BMW, durante i vari road trip nei quali soleva imbarcarsi con i genitori. All'epoca i GPS avevano costi molto proibitivi, quindi era ancora in uso la navigazione con l'ausilio delle cartine geografiche. Durante queste traversate di oltre 1000 km, il suo ruolo era quello di copilota e navigatore. Fu proprio durante un viaggio in Romania, all'età di 12 anni, che vide la sua prima E36 modificata: bella, assettata, con cerchi BBS scomponibili, alettone alto LTW ed estetica M Pakiet.
Fu proprio l'impatto che la coupé tedesca ebbe su di lui a spingerlo, all'età di sedici anni, ad acquistare la sua prima auto: una BMW E36 316i rossa. Correva l’anno 2003 quando Cristian vide l’annuncio della berlina bavarese su eBay.de, prima ancora della nascita di Kleinanzeigen.de. Inizialmente, la sua scelta era ricaduta su una E36 o una Honda CRX VTEC, ma la sua preferenza per un'estetica più raffinata e per un'auto più che per una scatoletta di tonno lo portò a scegliere la 316i, nonostante fosse dinamicamente e motoristicamente inferiore rispetto alla leggera Honda. Decise quindi di partire per il sud della Germania e di portarsela a casa.
Decise quindi di partire per il sud della Germania e di portarsela a casa, e così ebbe inizio anche la sua passione per i raduni automobilistici e le show cars. Nonostante la giovane età e il fatto che dipendesse dalla buona volontà dei genitori che lo accompagnavano agli eventi locali insieme alla sua auto, Cristian si distinse subito come grande esperto di meccanica grazie alla sua esperienza maturata tra officina e negozio di elettronica, tanto che i suoi compaesani gli avevano affibbiato il soprannome "Jesse", come il preparatore del primo film della saga Fast & Furious.

"M40B16 engine, no shit!"

Il 316i rimase con Cristian per quindici lunghi anni, finché la necessità di spazio non lo costrinse a separarsene. Ci aveva fatto più o meno tutto quello che si poteva fare su una 316: swap motore con quello di un 318is, cerchi Borbet BS, interni in pelle bianca, differenziale autobloccante, pacchetto estetico M... Insomma, di originale era rimasto forse il numero di telaio. La separazione dalla sua prima auto fu molto sconfortante, poiché venne venduta a un ragazzo che si professava un grande appassionato del marchio e che l’avrebbe trattata come si deve, facendo tutte le promesse che si fanno quando si vuole convincere un venditore un po’ restio. Purtroppo, però, l'auto passò da show car a catorcio da demolitore, perché il nuovo proprietario la mise in vendita dopo nemmeno un anno, completamente distrutta.
Credo che questa sia una delle cose peggiori che possano capitare a chi è costretto a vendere un progetto sul quale ha investito soldi, sangue e lacrime, ma purtroppo è la fine che fa, realisticamente, il 90% delle auto da progetto usate. Quindi, se siete tipi emotivi e la vendita non è strettamente necessaria dal punto di vista economico, il consiglio rimane sempre lo stesso:
Non vendete mai la vostra prima auto!
Dopo qualche breve esperienza con modelli come la Volkswagen Golf V e la Fiat Uno Turbo, nel 2014 Cris decise di raddoppiare la dose con una seconda E36. Con mobile.de alla mano, dopo un poco di scrolling del marketplace tedesco trovò un annuncio che catturò la sua attenzione come una collana d’argento cattura quella di una gazza ladra: un BMW 325i E36 coupé, con soli 140000 chilometri sull’odometro. Dopo aver fatto le domande di rito e bloccato l'auto, Cris acquistò i biglietti per Norimberga e lasciò la Calabria per raggiungere la sua nuova auto. Lì trovò una gentile signora tedesca che aveva deciso di separarsi dalla sua coupé per qualcosa di più pratico. L’auto era in ottime condizioni, se non per una crepa nel parafango posteriore che avrebbe comportato un problema ben più grave: senza il TUV, il nostro equivalente della revisione, l’auto non poteva essere targata con le targhe doganali per l’esportazione, altrimenti note come “zoll rossa”. Questa piccola crepa si trasformò in un abisso di soldi e tempo, costringendolo a rivolgersi a un importatore locale che lo aiutò nell'impresa titanica di portare la coupé a più di 1.500 km di distanza e di svolgere tutte le pratiche necessarie per immatricolare un'auto senza TUV. Questa odissea durò la bellezza di due anni, quindi, da quando l'auto era stata acquistata nel 2014, mise le gomme fuori dal garage per la prima volta solo nel 2016. La determinazione di Cristian nell'avere quell'auto ha superato qualsiasi limite imposto dall'esterno, risultando nella vittoria di Davide contro il Golia della burocrazia italiana.
Ora, come di consueto, andiamo a stilare una panoramica della base da cui il nostro protagonista di questo mese è partito: la vettura analizzata oggi è una BMW 325i E36 del 1992 coupé, spinta da un propulsore M50B25 da 2.494 cc che trasmette 192 CV sull'asse posteriore. Già da questa prima riga di informazioni, i più attenti noteranno che si tratta di una versione molto insolita, di cui sono stati prodotti pochissimi esemplari. Si tratta della versione priva del sistema di fasatura variabile proprietario di BMW (VANOS), dotata quindi di uno degli ultimi blocchi in ghisa realizzati dalla casa automobilistica tedesca e, pertanto, molto ambita dagli aspiranti turbizzatori. La mancanza del VANOS e di tutta l’elettronica relativa ad esso lo rende un motore antiproiettile, quasi di concezione agricola, perfetto per chi vuole buttarci sopra cavalli a iosa tramite sistemi di induzione forzata; tuttavia, non é stata questa la strada presa da Cristian nello sviluppo della sua auto, ma ne parleremo piú nel dettaglio nel prossimo capitolo.

M52B25, immagine di repertorio.

Anche la dotazione di optional era notevole: colore Diamond Schwarz (che però non era nero, tendeva piuttosto al grigio), tappezzeria Comfort in pelle bianca, tettuccio apribile e fari allo Xenon... insomma, ben lontana da un modello base! Recava addirittura a libretto i cerchi da 19 pollici, cosa che Cristian desiderava ardentemente durante la ricerca della sua prossima base. Come è stato il caso fino a questo momento, l’auto era in condizioni tutto sommato buone, specialmente se si considera il clima del luogo in cui ha vissuto per i primi venti e passa anni della sua vita. Oltre alla fantomatica crepa e un po' di ruggine superficiale sia sulla carrozzeria che sulla meccanica, non sono stati necessari grandi interventi di restauro.
Nel passaggio dalla base stock a quella attuale, il nostro DJ non ha seguito una scaletta prestabilita. Lo stadio embrionale della build di Decibel vedeva la sua E36 kittata con un bodykit della Schmidt che, oltre a cambiare il design del posteriore e delle minigonne, sostituiva completamente il frontale con uno in stile E46. La prima volta che vidi la sua auto fu in occasione di un evento JDMCampania al circuito del Sele. Ricordo benissimo quell'evento, dato che fu il primo al quale partecipai con la mia Yaris, ancora fresca di passaggio di proprietà. Già riverniciata di colore Nissan GN0 Night Black Metallic, l’E36 sfoggiava un look controverso che attirava commenti negativi e positivi in egual misura. Era un aspetto che personalmente apprezzavo molto, in quanto i nose swap sono un concetto figlio della mia epoca preferita di tuning, ovvero i primi anni 2000. Oltre al kit E46, l'auto era sdraiata a terra (come vuole il vero stile tedesco) su un set di cerchi in lega German Diamonds forgiati da 19 pollici con facce nere e lip cromati.
In origine erano completamente cromati, ma per Cris erano un po' troppo, da qui la decisione di verniciare le facce. Meglio o peggio? Personalmente, non sono un fan dei cerchi neri: non concepisco l'atto di pagare dei cerchi per poi renderne il disegno quasi invisibile... ma lascio a voi le riflessioni. Dal 2022 in poi, ispirato dall'estetica che spopolava nel 2015, resa popolare dal soft reboot della serie Need for Speed, Cristian ha completamente rivoluzionato la propria auto, dentro e fuori, fino a renderla quella che vediamo oggi.
Che la si guardi da davanti o da dietro, una cosa è certa: la prima cosa che salta all’occhio è la carrozzeria allargatissima. L’allestimento estetico che ha sostituito il nose swap E46 della Schmidt è un Frankenstein di vari pezzi e marchi: all’anteriore è stato installato il classico paraurti M3 con un lip della Rieger in stile M3 GT, edizione limitata della versione di punta della casa automobilistica bavarese.
Già presenti sulla versione precedente, i gruppi ottici anteriori sono degli originali ZKV modificati con l’aggiunta di strisce LED a mo’ di angel eyes RGB, integrati con illuminazione controllabile tramite telefono. Il profilo frontale dell’auto è completato da specchietti AC Schnitzer, che a mio avviso sono i più belli che si possano avere su questa generazione di BMW.
Procedendo con ordine, passiamo alla parte più succulenta dell’estetica di questa build: un kit di allargamento in stile Pandem. Nonostante sia realizzato in Lituania, già dal primo sguardo risulta ben diverso dalle repliche low-cost che si possono trovare sui siti cinesi. Prima di montare il kit di allargamento sulla carrozzeria, l’auto è stata modellata in 3D su Blender, così da poter svolgere il lavoro nel modo più minuzioso possibile. Il montaggio è stato eseguito dallo stesso Cristian con l’aiuto di Daniele, suo caro amico e carrozziere di fiducia. Il kit in stile Pandem, tuttavia, non è stato semplicemente installato nella sua configurazione standard, ma è stato pesantemente modificato e riadattato per seguire l'idea raffigurata nel modello 3D sviluppato nei mesi precedenti. Un esempio di queste personalizzazioni è rappresentato dalle minigonne M-Pakiet, tagliate e adattate agli allargamenti posteriori, a loro volta estesi verso il basso, il che ha permesso di ottenere un'unione armoniosa tra lo stile OEM+ e un tuning estetico di stampo più estremo.
 A formare un collegamento anteriore e posteriore dell’auto abbiamo inoltre delle modanature originali con il logo M-Technic, un dettaglio che trovo una boccata d’aria fresca rispetto agli abusatissimi loghi M. 
Con un anteriore e un profilo laterale così aggressivi, il posteriore non poteva essere da meno. Anche qui, come all’anteriore, è stato applicato l’aero della M3, suggellato da uno spoiler in stile LTW in configurazione alta. Oltre ai fari posteriori personalizzati a LED, spicca un diffusore completamente regolabile di una marca che onestamente non saprei neanche pronunciare. Il posteriore di quest'auto è a dir poco imponente, con una carreggiata che occupa quasi una corsia intera, complici anche i cerchioni di cui ora parleremo.
Con la Rev. 2 della build di Cristian, i cerchi German Diamonds precedentemente installati hanno lasciato spazio a dei BMW/BBS Style 42 monopezzo, che di originale hanno ben poco: Partiamo da delle spec di serie di 16X7 ET46, misure molto tranquille, di quelle che si troverebbero su una E36 originale. Come primo passo, i piccoli cerchi originali sono stati convertiti in scomponibili, così da poter permettere al nostro DJ di cambiarne le caratteristiche a suo piacimento. Grazie a un suo contatto che gli ha fornito accesso al vecchio stock di lip e barrel della Carline, il diametro è stato portato da 16 a 19 pollici tramite l’applicazione di tre pollici di step-lip. I barrel originali, troppo stretti, sono stati sostituiti fino a portare il canale degli anteriori a 9,75J e quello dei posteriori a 10,75. Infine, per far sì che le ruote fossero a filo con gli allargamenti della carrozzeria installati, l'ET è stato portato da un +46 squared a -5 all'anteriore e a -15 al posteriore. L’alluminio dei cerchi è separato dall’asfalto da un set di Nitto NT555 in misure differenziate: 235/35/19 all'anteriore e 265/30/19 al posteriore. A fare da sfondo dietro il disegno Y-Spoke dei BBS troviamo all’anteriore un impianto frenante con pinza brembo di derivazione Alfa Romeo 159, l’installazione del quale è stata resa possibile tramite un’operazione di tornitura del retro delle facce degli Style42.
I dischi freno sono degli originali M3 CSL E46 da 345 mm, forati e con campane in alluminio. Anche l'impianto posteriore di serie è stato completamente rivisto tramite la sostituzione con uno di derivazione 330i E46, con dischi baffati da 325 mm.
La configurazione ciclistica di quest'auto merita particolare attenzione, poiché è il risultato di anni di lavoro e di un'attenta configurazione. Siamo ben lontani dalle altezze rasoterra ottenute con la semplice combinazione di assetti a ghiera di dubbia provenienza abbinati a rondelle impilate l'una sull'altra: questo setup statico mi ha davvero sorpreso per la sua comodità e praticità su strada.
Gli ammortizzatori a ghiera utilizzati sono dei Bilstein B16 modificati con top mount e piastre camber Intrax. Nonostante l’altezza estremamente ridotta, i coilover lavorano in maniera magistrale: l’auto non ondeggia, l’ammortizzazione sulle imperfezioni delle strade della Piana del Sele è accettabile e, anche ad alte velocità, l’auto resta stabile e piantata a terra. Una qualità di guida che non mi aspettavo da una show car, tanto che sono rimasto sorpreso quando Cristian mi ha detto che l'auto esce dal garage almeno una volta a settimana. Chi lo avrebbe mai detto, con un'auto modificata in questo modo?
Anche il telaio è stato rinforzato in modo considerevole, al punto che l'esperienza di guida è irriconoscibile rispetto a quella del 325i originale. Il ponte posteriore è stato sostituito con uno più fresco (ricordiamoci sempre che l’auto è stata acquistata in Germania, dove sale e umidità la fanno da padrone.), modificato con boccole in poliuretano ed uniball, prendendo come riferimento la geometria dell’M3 originale e rifinendola ancora di più. Sono state installate delle barre antirollio Racing Dynamics RS Special regolabili da 22,2 mm al posteriore e 30,2 mm all’anteriore, abbinate poi a una X-Brace presa da una E36 Cabrio. I bracci sono stock E36 rinforzati con boccole Strongflex in poliuretano. Oltre a tutti questi rinforzi, troviamo anche una culla motore rinforzata in acciaio inox, pezzo che dimostra che oltre all’ovvio inseguimento di un risultato estetico, è presente anche un occhio alla performance.
Passiamo adesso alla preparazione motoristica e di trasmissione, sempre parlando di performance. Il propulsore M50B25 originale è stato sostituito con un M52B28 (derivazione E36, quindi mono-VANOS) da 2793 cc, con lo stesso numero di cilindri. Questo aumento delle prestazioni, dopo tutte le migliorie apportate, fornisce alla BMW una potenza di circa 215-220 CV. Ma quali sono queste migliorie? Partiamo da un sistema di aspirazione composto da collettori M50B25 a condotti larghi, combinati a un corpo farfallato tornito da 67 mm e a un filtro a pannello asciutto Pipercross. Per quanto riguarda la linea di scarico, Cristian ha optato per una soluzione personalizzata composta dai collettori originali in acciaio dell'M50B28, seguiti da due catalizzatori da 100 celle, un tubo di scarico centrale artigianale e un terminale duplex della Super Sport.
Il suono risultante da questo sistema è rauco e profondo, ma comunque civile e utilizzabile in contesti di lunghi viaggi autostradali, nei quali Cris è spesso solito avventurarsi. L’erogazione procede in modo lineare fino al limite di 7.000 giri, risultando vivace sin da subito grazie al sistema VANOS e alla coppia aggiuntiva del nuovo motore. Una prontezza di cui il proprietario lamentava la mancanza nella configurazione di serie. A completare la preparazione del motore ci sono anche varie modifiche accessorie, come l'alleggerimento del volano da 12,5 kg a 6 kg tramite la sostituzione dell'originale con quello di un motore M20 di una BMW E30 e l'installazione di un differenziale autobloccante con conica 3,15 per ottenere un maggiore spunto in accelerazione. La mappa è stata realizzata dallo stesso Cristian, che offre i suoi servizi di mappatura su eBay!
È arrivato quindi il momento di passare agli interni, una sezione sulla quale, rispetto ai precedenti articoli, ci sarà bisogno di soffermarsi maggiormente. All'interno di questo abitacolo è presente ogni optional, ogni piccola cosa che poteva essere installata o retrofittata; non sto scherzando: ad eccezione del cruscotto in pelle, qui dentro si può trovare ogni singolo optional disponibile a listino. 
La scelta del volante è passata attraverso varie fasi: prima c'era un calice OMP, poi un volante sportivo RAID e, infine, quello che vediamo oggi, un volante originale BMW M3, il cosiddetto "padellone", modificato con dei comandi presi da una E39.
I parametri dell'auto sono mostrati su un cruscotto originale M3 Restyling e su un set di manometri aggiuntivi della MotoMeter, realizzati specificamente per l'E36. 
Un optional rarissimo installato sulla vettura è il computer di bordo con tasti in italiano, che all'epoca era quasi fantascienza. Sempre rimanendo sul tema dei controlli di bordo, Cristian ha elettrificato ed automatizzato tutto il possibile, dai vetri a compasso elettrici, al clima automatico, fino al cruise control. Degna di nota è anche l’aggiunta di una tendina elettrica sul lunotto posteriore, controllata da un tasto dedicato presente solo in una brochure della M3 E36 SMG. L’attenzione ai dettagli in questo caso mi ha lasciato sbalordito; a questo punto, è d'obbligo fare una piccola precisazione sul proprietario che fino a questo momento ho lasciato imprecisata: Cristian è il fondatore del sito BMWE36.IT, una vera e propria autorità per la community italiana dei proprietari di E36. Oltre alla sezione forum, il sito offre una vasta gamma di guide su modifiche, retrofit e manutenzione, tutte scritte e firmate dal nostro DJ. Dateci un'occhiata e mostrate a Cris il vostro supporto!
Nelle parole di Kevin Gates..
“I got two phones, one for the plug and one for the load”
Inizialmente credevo che fosse solo per show, tuttavia mi riferiscono che sfruttando il fatto che in Italia le linee GSM sono ancora attive, il raro telefono di bordo optional in questo caso risulta perfettamente funzionante e in grado di ricevere chiamate.

In perfetta armonia con l'illuminazione rossa dell'elettronica e del cluster, anche il pomello M3 originale è retroilluminato. 

L'ultima parte OEM M3 trasferita sul 328i di Decibel è la selleria completa "Vader" color ghiaccio con le strisce M, dotati di funzioni di regolazione elettrica e di riscaldamento. È o non è una cruiser da viaggio, dopotutto?
Questo poderoso impianto audio, realizzato con cura da chi in fin dei conti è un esperto del settore, merita una menzione speciale. Il cervello del sistema è l'autoradio flip-up Alpine D511RB, ultimo modello motorizzato del marchio giapponese. Da qui si può controllare un impianto audio costituito da 4 mid-woofer da 20 centimetri della SICA e driver BNC con flange realizzate al CNC, il tutto incastonato in dei pannelli porta realizzati su richiesta dall'azienda italiana TurboSound. Questo setup mostruoso è completato da due subwoofer da 25 centimetri della Excursion in una cassa da 70 litri posizionata dietro il divano posteriore, 4 amplificatori (2 STEG 310.2x, 1 STEG K2.01, ed un Soundigital 8000.1 per il subwoofer) e la bellezza di 3 batterie che gli permettono di tenere fari e stereo accesi per giorni interi. L'impianto audio super-maggiorato si scontra con la pelle bianca degli interni con un fragore assordante, ma non è proprio questo il bello?
Diciamocelo, non esiste un'ultima modifica assoluta. Può essere l'ultima per un po', ma c'è sempre quel piccolo componente OEM che non hai ancora sostituito, sia per pigrizia o perché non se ne è mai presentata la necessità. Nel caso del nostro DJ e della sua macchina, gli upgrade futuri includono delle camme della versione americana dell’M3 E36 per quanto riguarda il motore; per gli interni invece i poggiatesta elettrici della serie 7 e l’ultimo optional: il full leather pack, una rarissima estensione della tappezzeria in pelle che ricopre praticamente ogni parte degli interni ancora in plastica nuda.
“To be loved is to be changed.”
Oggi più che mai, sento di aver scritto di un tipo di build che sta scomparendo: la show car stradale. Intendo quel tipo di macchina sviluppata in barba a qualsiasi imposizione legale e di buon senso, che col solo atto di mettere fuori il muso dal garage rompe qualsiasi schema. C'è qualcosa di profondamente romantico nella pelle color ghiaccio, leggermente scolorita dal tempo, come il nostro pupazzetto preferito di quando eravamo piccoli, abbracciato e portato in giro fino a cambiare colore. I grandi eventi ci hanno abituati a build di stampo quasi corporate: auto comprate da aziende grosse, buttate a terra su cerchioni forgiati custom e con livree che sembrano uscite da una conferenza stampa per quanto product placement c'è. Nonostante spesso dietro questi progetti si celino dettagli pazzeschi e idee folli che meriterebbero dieci pagine di descrizione, ho come la sensazione che scrivere di auto realizzate per suscitare scalpore a qualche evento, salvo poi essere smontate e rivendute, non sarebbe affatto la stessa cosa. 
Al termine della nostra intervista, accoccolato nei comodi sedili in pelle e ben protetto dall’umido freddo invernale del salernitano, pongo a Cristian la domanda di rito:
“Qual è il tuo ricordo preferito con la tua auto?”
“Il mio ricordo preferito risale all’anno scorso, quando hanno accettato la mia auto allo Stanceland di Ceprano. Dopo un sacco di candidature rifiutate, quella prima addirittura con l’auto come la vedi adesso ma senza gli Style 42, l’anno scorso sono riuscito a passare le selezioni per esporre la macchina all’evento. Ci vado in maniera costante dal 2014-15, e per me che sono un po’ un poser* lo Stanceland rappresenta il picco assoluto degli eventi in Italia, al quale ho sempre sognato di poter esporre una mia build. Dopo una corsa incredibile nel mese di agosto tra tornitori e detailer, sono riuscito finalmente a mettere l’auto a posto e a godermi il momento dell’entrata del venerdì sera di inaugurazione.”

Grazie Cristian!

CHEAT SHEET!
CARROZZERIA:
Colore: Nissan Black Metallic (GN0)
Paraurti Anteriore: Originale BMW M3
Lip anteriore: Rieger BMW M3 GT
Kit di allargamento: stile Pandem, modificato su specifica personale
Minigonne: Bmw E36 M-Pakiet
Paraurti Posteriore: BMW M3
Diffusore posteriore: Diffusore stile Pandem regolabile Skubi
Modanature laterali: M-Technic                                                                                                                                          Spoiler posteriore: BMW E36 LTW, configurazione alta con riser.
Specchietti: AC Schnitzer.
Fanali anteriori: Originali ZKV, modificati artigianalmente con angel eyes controllabili da remoto.
Fanali posteriori: Custom a led, in tinta con la carrozzeria.

GRUPPO RUOTA:
Cerchi: BMW Style 42, convertiti 3PC. Spec attuali 19X9.5/10.5 ET -5/-15
Setup freni anteriori: 
- Pinze Brembo Alfa Romeo 159 
- Dischi baffati da 345mm con campana in alluminio BMW M3 CSL E46
- Tubi in treccia aeronautica.
Setup freni posteriori: 
- Dischi baffati 325mm BMW 330i E46 
- Tubi in treccia aeronautica.
Pneumatici: Nitto NT555 F 235/35/19 R:265/30/19 
INTERNI:
Sedili: Vader in pelle color ghiaccio, originali M3
Volante: Volante originale BMW M3 E36, comandi al volante E39.
Pomello: Optional BMW M3 retroilluminato.                                                                                                          Manometri: Set da 3 manometri MotoMeter.                                                                                                           
Extra: 
- Tendina posteriore a controllo elettrico.
- Telefono di bordo funzionante.
- Sistema elettrico maggiorato a 3 batterie.
- Pannelli porta TurboSound realizzati su misura.

Audio:
Autoradio flip-up: Alpine D511RB (modello motorizzato).
Mid-woofer: 4 unità da 20 cm della SICA.
Driver: Unità BNC con flange realizzate al CNC.
Subwoofer: 2 unità da 25 cm Excursion in cassa da 70 litri.
Amplificatori: 2x STEG 310.2x, 1 x STEG K2.01, 1 x Soundigital 8000.1 (specifico per il subwoofer).


CICLISTICA E TELAIO:
Ammortizzatori: Assetto a ghiera Bilstein B16 con top mounts Intrax.
Irrigidimenti e migliorie:
- X-Brace E36 Cabrio
- Culla motore rinforzata in acciaio inox.
- Barre antirollio Racing Dynamics RS Special regolabili, F:30,2 mm, R: 22,2 mm.
- Bracci e boccole rinforzati con poliuretano e uniball.
- Ponte posteriore E46 330i.

TRASMISSIONE:
Cambio: Manuale 5 marce stock 325i.
Volano: Volano alleggerito, derivazione M20 BMW E30.
Differenziale: Autobloccante Torsen.
Conica: Specifica 3.15

MOTORE:
Modello e potenza: 2.8L M52B28, 193 CV originali, ~220 CV modificato.
Linea di scarico: 
- Collettori M50B28
- Centrale artiginale
- Catalizzatore 100 celle
- Terminale SuperSport duplex
Aspirazione: 
- Collettori d’aspirazione M50B25
- Filtro a pannello lavabile Pipercross
- Corpo farfallato da 67mm
ALIMENTAZIONE:

ECU: MS41.0 BMW riprogrammata.

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